Torneo Caffa - Cobra Bowling 1963 Milano

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Torneo Caffa

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Memorial Caffaratti: Doppio colpo … mancino! di Stefano Coppa

Come sempre la fascia di gioco del Nord Italia ha offerto spunti numerici di rilievo maggiori rispetto ai pari grado del Sud. Vuoi per condizioni di pista, secondo alcuni, più “
aperte”, vuoi, secondo il nostro modesto parere, per la concentrazione, in quell’area geografica, di giocatori tecnicamente più dotati. Al Golden Bowl, in occasione del ricordo del grande “Meo” Caffaratti, tale copione si è puntualmente riproposto, con un torneo dal sapore … internazionale: 3 partite perfette (1 in qualificazione e due in semifinale); 6 score sopra quota 1.400, col primo delle qualifiche, Carlo Falciola dei New Star, a quota 1.448; taglio al sedicesimo (Mauro Malchiodi – Cobra) a 1.284 e quasi il 50% dei partecipanti (41/98) sopra il par. Di certo, dunque, non ci si è annoiati ne in pista ne sugli spalti: il primo ad aprire le danze è stato Marco Boccato, del Red & Black, secondo in qualifica per 3 birilli (1.445), nonostante un “300” e ben due partite sopra i 260 (prima ed ultima). L’atleta piemontese, che ha candidamente ammesso di non tenere il conto dei suoi 300 (circa una trentina fra ufficiali e non), ha provato a fare da terzo incomodo, fino a quando ha potuto, nel duello serrato fra New Star e Cobra, mattatori della semifinale con 6 e 5 rappresentanti, rispettivamente. E’ proprio nella semifinale che i giocatori hanno dato il loro massimo. Anche qui, come da regolamento, tutti ripartivano da zero, affrontando il primo set di quattro partite, propedeutiche (per i primi 8) alla finale round robin. Se in quel di Striano Adriano Visconti era riuscito a confermare la propria posizione, qui la prima vittima illustre, di un format sprint, è stato proprio il leader delle qualifiche, scivolato in dodicesima posizione nonostante il suo 840. Lo stesso Marco Boccato (892) ha dovuto soffrire fino all’ultimo, in una batteria dominata da Pierfranco Fanizza, dei Cobra, con 1.039 (290-245-257-247) e con ben quattro atleti, due dei quali trecentisti (Reviglio e Marsero), sopra quota 900. Il nuovo taglio a 8 (877) ha, quindi, definito gli accessi alla finalissima: ulteriori 7 partite con protagonisti due mancini. Fanizza, in primis, (245 di media fra semifinale e finale) ha innestato il turbo (1.780) lasciando, praticamente, solo le briciole al compagno di team Marco Reviglio (1.698), che, a sua volta, ha dovuto tirar fuori dal cilindro il classico coniglio (279) per contenere Alessandro Santu (Delirium), terzo assoluto e sempre in gioco sia in qualificazione (4°) sia in semifinale (2°).
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Damiano Trapani

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