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Torneo Due Torri: Attenti a quei … due! di Stefano Coppa

Nei primi anni ’70 spopolò, dapprima in Inghilterra e poi negli States, una serie televisiva dal titolo “attenti a quei due”, con Roger Moore, che successivamente vestirà i panni di James Bond, e Tony Curtis, che decise di girare tutte le scene “pericolose” senza aiuto dello stuntman. Fra belle donne, viaggi, auto lussuose e quanto altro possa attrarre l’immaginario delle persone comuni, i due furono precettati per … combattere il crimine. Volendo proporre una sorta di remake, dei giorni nostri, ben ci vedrei nei loro ruoli Alessandro Santu e Tommaso Radi, rispettivamente. Certo, più che il crimine si ritroverebbero a combattere contro piste e birilli, ma il detto … attenti a quei due sarebbe ugualmente calzante. Dopo aver incassato la vittoria in quel di Torino, il duo si è riproposto in maniera ugualmente vincente nel conclave di casa Galeone, che aveva calato tutte le sue carte migliori per far pesare il fattore campo. 90 doppi ai nastri di partenza e medie di altissimo profilo, con un altro duo super rodato, Morra – Buzzelli, del King di Torino, a far da apri classifica con 2.729 (227), davanti a due formazioni del Galeone: i Celli’s (padre e figlio) con 2.705 ed un doppio dal sapore “internazionale”, composto da Villareal e Guadalupe, entrambe donne, con 2.659, la cui terza posizione è stato frutto anche e soprattutto del personale di quest’ultima  giocatrice (1.453). Il format, come ormai consuetudine da queste parti, prevedeva il taglio a 18 (2.449), più l’aggiunta di 4 doppi cadetti, che avrebbero disputato una semifinale, su 4 partite, per definire i top 16, che avrebbero dato vita al tabellone match play, disputato sul totale di due partite. Nella parte bassa del tabellone, il Sintesi di Striano, composto da Francesco Gaetano ed Alessandro Martino, entrambi mancini, hanno avuto vita abbastanza facile, superando i tre turni previsti agilmente: 905 (825) agli ottavi, contro Fiorentino e Pongolini (testa di serie numero 2), e 896 (761), ai quarti, contro i Cobra di Mangiacotti e Spagnoli che, nel turno precedente, grazie al 300 di Andrea, avevano liquidato, sul filo di lana, gli Indians di Sorrento. In semifinale, invece, è bastato un 779 (702) per eliminare i New Star di Baravaglio e Marsero. Nella parte alta del tabellone, contemporaneamente, i Delirium di Radi e Santu hanno dovuto
soffrire solo ai quarti di finale. Dopo aver eliminato il Nerviano (843-819) agli ottavi di finale, si sono ritrovati contro la formazione in rosa del Galeone. 876-868 lo score finale, con Radi (279) pronto ad annullare, frame su frame, l’avversaria centro americana (248). In semifinale e finale, poi, è salito in cattedra il compagno piemontese: per
l’Ale Nazionale due partite da 248 in semifinale, contro i Cobra di Del Carmine (478) e Fanizza (392), e due da 232 in finale, contro i campani. Quanto basta per sancire la vittoria (861-832) che vale la doppietta. Per Santu, infine, un dato statistico emblematico: 18 partite totali a 223 di media. Non avrà, forse, lo status di “pro”, ma al momento è il top che il nostro panorama possa offrire in casa e fuori.
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